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6 giu 2025, 11:00:003 min read

Università e imprese insieme per la rivitalizzazione del territorio

I candidati alla carica di Rettore dell’Università di Pavia si incontrano presso la Sala Conferenze Fedegari.

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Si è trattato di un dibattito aperto e stimolante tra i candidati alla carica di Rettore dell’Università di Pavia per il mandato 2025–2031, tenutosi il 27 maggio presso la sala conferenze Fedegari. Il tema centrale è stata la collaborazione tra l’Università di Pavia e le imprese, considerata essenziale per la rivitalizzazione del territorio e la creazione di un ecosistema di innovazione sostenibile.

Tra i partecipanti al dibattito figuravano Silvia Figini, docente di Statistica presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, e Stefano Sibilla, docente di Idraulica presso il DICAr – Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura. Alessandro Reali non ha potuto partecipare a causa di impegni pregressi, ma ha inviato una breve dichiarazione scritta.

L’evento è stato aperto da Giuseppe Fedegari, presidente del Gruppo Fedegari: «La conoscenza è sempre stata al centro dell’attività di Fedegari. È attraverso lo sviluppo della conoscenza e la capacità di attrarre i migliori talenti a Pavia che le imprese possono davvero fare la differenza. L’eccellenza nella formazione e nella ricerca è ciò che ci permette oggi di sviluppare soluzioni innovative, soluzioni in grado di competere con i principali attori del mercato. Ci piace pensare a Fedegari come a una comunità fondata sulla conoscenza scientifica e tecnica, una comunità che anticipa i tempi e offre le migliori soluzioni alle persone – il che, nel settore farmaceutico, spesso significa contribuire a salvare vite umane».

Per Stefano Sibilla, professore di Idraulica presso il DICAr, le priorità risiedono nel rafforzamento dell’identità dell’Università e del suo territorio circostante: «Per essere attraenti, dobbiamo mettere in risalto i punti di forza del sistema pavese, dove in un’area relativamente piccola abbiamo l’IUSS, vari istituti IRCCS e aziende innovative. Il contributo delle imprese è fondamentale, in particolare con il lancio del Cardano Park, che promuoverà la rivitalizzazione regionale attraverso la tecnologia, la conoscenza e le competenze. Le imprese devono essere coinvolte fin dalla fase di progettazione dei corsi di laurea. Prevediamo comitati consultivi permanenti per mantenere un dialogo continuo e aiutare gli studenti a inserirsi nel mercato del lavoro. Potremmo anche esplorare la possibilità di brevetti congiunti, che valorizzerebbero sia l’eccellenza accademica dell’Università sia la capacità di innovazione delle aziende».

Silvia Figini, docente di Statistica Economica presso la Facoltà di Scienze Politiche, ha individuato le sue priorità nei settori della formazione e della ricerca: «Dobbiamo offrire ai nostri studenti nuove opportunità attraverso percorsi di formazione professionale, quali i programmi ITS, le scuole di formazione avanzata, i tirocini e i programmi di studio-lavoro LM+ presso le aziende. Dobbiamo inoltre fornire nuove prospettive insegnando loro come diventare imprenditori, attraverso programmi di mentoring in cui i leader aziendali li aiutino a dare vita alle loro idee. La collaborazione con le aziende può anche portare a nuove forme di insegnamento, come seminari o lezioni congiunte, favorendo un’esperienza di apprendimento più ‘viva’ e orientata alla professione. Esiste inoltre un grande potenziale nella presentazione congiunta di domande di finanziamento: uno strumento sottoutilizzato ma altamente efficace per instaurare partnership nella ricerca applicata e nel trasferimento tecnologico».

Nella sua dichiarazione scritta, Alessandro Reali, professore di Meccanica delle Strutture presso il DICAr, ha sottolineato che: «L’Università può svolgere un ruolo chiave nel coordinare e promuovere sia le conoscenze che le competenze pratiche, aiutando le imprese a rimanere competitive attraverso la ricerca applicata e progetti congiunti che facilitino l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Grandi opportunità deriveranno dallo sviluppo del Cardano Park e da una maggiore interazione con l’ecosistema dell’innovazione già attivo nel territorio pavese, in particolare in settori chiave quali le scienze della vita, la microelettronica e il packaging. Ciò di cui abbiamo bisogno è una collaborazione bidirezionale in cui l’Università inventi e le imprese innovino, sulla base di progetti e obiettivi condivisi. L’Università deve potenziare i propri strumenti, dai dottorati industriali ai progetti di ricerca rilevanti per le imprese, dallo sviluppo di idee ad alto potenziale all’ottenimento di brevetti.”

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